A quasi un mese dalla Milano Design Week posso finalmente fare il punto della situazione. In realtà (a mente sgombra dalle tante, tantissime cose che si sono accavallate alla vista nella mia intensa giornata milanese), le tendenze che emergono non sono poi tantissime. O meglio, le tendenze sono ben definite ed abbastanza uniformi. Quello che ho notato è una grande attenzione alla qualità, con pochi oggetti “ad effetto” ed un deciso ritorno al mobile dai particolari raffinati ma sobri. Poi è ben vero che le aziende un po’ si rincorrono ed in molte trovi fili conduttori univoci, ma quando tutto ciò porta una gran quantità di prodotti validi esteticamente e funzionali, ben venga! Quindi, cosa ho visto un po’ ovunque?

[line]Verde, verde ed ancora verde[line]

Il verde mi piace tantissimo e vederlo impazzare un po’ ovunque all’interno di grandi e piccoli stand è stato un vero piacere. In realtà non avevo disdegnato neppure i tanti accenti rosa-marsala dello scorso anno (sebbene fossero considerati dai più spesso stucchevoli e di difficile collocazione) ma il verde è altra cosa. A partire da quella tonalità che io ormai chiamo il “verde MUUTO”, quel misto fra salvia e menta irresistibile, per toccare davvero tutte le sfumature possibili.

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[line]Kartell: una storia a parte[line]

Sebbene negli ultimi anni io abbia sempre più virato al nordico, prediligendo finiture materiche, legni grezzi e colori polverosi, Kartell merita sempre e comunque una menzione a parte. Perchè ci propone design d’autore mai uguale a sè stesso ma comunque perfettamente riconoscibile, ma soprattutto perchè la prima vera collezione kids dell’azienda è gioia per gli occhi! Ci sono tutti i grandi nomi dietro questi oggetti: dal cavallo a dondolo di Nendo all’altalena di Philippe Starck, dalla macchina giocattolo e dallo straordinario trattore di Piero Lissoni fino al tavolo da gioco di Ferruccio Laviani.

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E poi impossibile non menzionare lo stand di Kartell, un labirinto dal quale non puoi e non vorresti più uscire. Così diverso da ogni altro, imponente, quasi prepotente per tanto colore nel bel mezzo di padiglioni dove il design pare quasi sussurrato. Tante stanze, ognuna dedicata ad un designer (perchè quando hai designer così te lo puoi permettere!). Una vera e propria esperienza.

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[line]Zanotta: lo stand più bello[line]

Se Kartell batte tutti in quanto a spettacolarità e capacità di fare brand, lo stand di Zanotta è stato probabilmente il più curato ed invitante, una vigorosa immersione nella natura. Qui i prodotti si fondono quasi con l’allestimento e la giungla che avvolge l’intero stand lascia il posto all’interno ad angoli decisamente inaspettati, quasi dei set cinematografici dal sapore deliziosamente vintage.

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