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CASA D’ALPE | la mia visione del rifugio alpino

Casa d'Alpe - casa vacanze design montagna San Sicario

C’è un momento preciso in cui ho capito cosa volevo fare con Casa d’Alpe.

Era fine novembre, avevo finalmente in mano le chiavi di una nuova avventura. Con il sole che inziava a calare, la neve fresca sulla terrazza e il Chaberton meraviglioso davanti a me, ecco cosa ho pensato: questo è esattamente il tipo di silenzio che la gente va cercando disperatamente.

Non un silenzio vuoto. Un silenzio pieno di cose belle.

Da quel momento ho iniziato a lavorare alla casa con un’idea molto chiara in testa: non volevo un appartamento in montagna. Volevo un rifugio di design. Un posto dove ogni oggetto viene stato scelto con intenzione, dove la luce sa entrare nel modo giusto, dove chi arriva può finalmente smettere di fare e cominciare semplicemente a essere.


La filosofia dietro ogni scelta


Chi mi segue da un po’ sa che non riesco a vivere negli spazi neutri. Non nel senso del colore — anche il bianco può avere una voce fortissima — ma nel senso dell’anima. Gli spazi senz’anima mi pesano. Mi mettono una specie di malinconia che non so bene spiegare.

Così anche a Casa d’Alpe ho ragionato come ragiono sempre: prima l’emozione, poi la funzione. Prima ho immaginato come avrei voluto sentirmi alzandomi la mattina, aprendo le tende, accendendo la luce la sera. Poi ho scelto i materiali, i colori, i tessuti.

Il risultato è uno spazio che dialoga con il paesaggio senza imitarlo. Legno naturale, tonalità che richiamano la pietra e la neve, qualche tocco più contemporaneo per non cadere nel cliché della baita tirolese. Un posto che è chiaramente in montagna, ma che potrebbe tranquillamente stare su un magazine di interior design scandinavo.

E poi, ovviamente, loro. Abeti e pini in ogni forma, materiale e dimensione — perché chi mi conosce sa che ho una debolezza conclamata per tutto ciò che è aghifoglie. A casa mia trovano spazio solo a Natale, ma qui, in montagna, nessuno può dirmi niente. Un abete è décor. Un libro con alberi innevati in copertina è atmosfera. Una foresta sulla carta da parati è relax puro. Una pinetto sul tavolo è semplicemente a casa sua — e lo sono anche io, ogni volta che varco quella porta.


Il terrazzo. Il Chaberton. Quella luce.


Ho visto il terrazzo e ho fatto mio questo spazio. Il punto da cui tutto parte e a cui tutto torna. Con la vista sul Monte Chaberton ed i laceri di fronte, a seconda dell’ora e della stagione cambia completamente umore — dorato al tramonto, quasi mistico la mattina presto, magico con la neve fresca che copre tutto.

Ho pensato a lungo a come arredarlo per renderlo vivibile il più a lungo possibile durante la stagione. Non volevo che fosse solo bello da guardare dall’interno, ma un posto dove sedersi davvero, anche quando fa fresco, avvolti in un plaid, con qualcosa di caldo tra le mani. L’inverno è stato magico, l’estate sarà bellissima.


San Sicario, la Via Lattea e il resto


Casa d’Alpe si trova nel cuore di San Sicario, che per chi non lo conosce è uno dei comprensori sciistici più eleganti delle Alpi piemontesi, porta d’accesso alla Via Lattea — il comprensorio che collega Sestriere, Sauze d’Oulx, Cesana, Claviere e arriva fino a Montgenèvre in Francia.

Ma non è solo sci. In estate i sentieri che partono a pochi passi dalla porta sono tra i più belli che conosco. In autunno i colori dei larici — quegli arancioni accesi che ho raccontato anche nella Pin Therapy sull’Orange Autumn — sono qualcosa che non si dimentica facilmente.

La casa è pensata per chi vuole tutto questo, ma non vuole rinunciare all’estetica. Per chi non si accontenta di un posto dove dormire, ma cerca un posto dove sentirsi bene.


Perché raccontarvelo adesso


Perché Casa d’Alpe è nuova — è entrata ufficialmente nella famiglia Therapy Escapes questa stagione accanto alla storica Casa di Ringhiera nel cuore di Alba— e mi sembrava giusto presentarla come si deve. (in realtà sono già in colpevole ritardo perchè la stagione invernale sta andando a gonfie vele ed il tempo scarseggia) Volevo raccontarvela come paice a me, con la sua storia. Con le cose che ho pensato mentre la stavo costruendo.

Se anche voi avete bisogno di un po’ di quel silenzio pieno di cose belle, sapete dove trovarmi.

Scopri Casa d’Alpe e controlla le disponibilità


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