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BOOKTHERAPY #1 | Non lasciarmi – Kazuo Ishiguro

È arrivata la pioggia.
Adoro questo senso di malinconia sospesa che porta con sé. C’è qualcosa di profondamente intimo in tutto ciò: le emozioni si fanno più nitide, i pensieri più profondi. Atmosfera perfetta per portare a termine Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro.

Perchè arrivi alla fine dell’ultima pagina e ti rendo conto che hai letto un romanzo che ti resta addosso come una nebbia sottile, ti penetra dentro come l’umidità della pioggia più intensa: una tristezza sottile ma potente, una malinconia senza colpi di scena, che cresce lentamente mentre si capisce che c’è un destino già scritto al quale sarà forse impossibile sfuggire.


Cosa ci rende davvero umani?


È la domanda che inzi a porti quando capisci la direzione della storia, domanda che da lì in poi non riuscirai più ad abbandonare. E così, pian piano che prendi confidenza con i ragazzi che crescono ad Hailsham, mentre questa domanda ti rimbomba nelle orecchie, senti la risposta passare attraverso le loro stesse vite. Perché incoraggiare questi ragazzi a disegnare, scrivere, immaginare. A coltivare la propria interiorità?

Forse per dimostrare che anche loro hanno un’anima.
Forse per prepararli a ciò che li aspetta.
Forse perché, anche quando il futuro è incerto o già tracciato, l’educazione resta l’unico modo per dare senso alla vita.

E poi, ovviamente, c’è l’amore. Arrivi alla fine del romanzo e ti accorgi che in effetti è anche una grande, struggente storia d’amore. Non è un amore travolgente o spettacolare, ma qualcosa di più sottile e reale. Un sentimento fatto di attese, silenzi, incomprensioni e tenerezza. È proprio questa delicatezza che rende la storia così vera e immensamente triste.
Perché parla di tutto ciò che nella vita arriva troppo tardi, o che si comprende solo quando non si può più cambiare nulla.


Una metafora della cura


Leggendo, non ho potuto fare a meno di pensare al ruolo che ognuno di noi ha nella vita degli altri. Gli educatori di Hailsham somigliano un po’ a tutti noi quando ci prendiamo cura di qualcuno. Non possiamo controllare il futuro dei nostri figli o delle persone che amiamo; non possiamo salvarli da ogni tempesta.

Ma possiamo fare una cosa immensa: rendere l’infanzia un luogo ricco di bellezza, cultura, gentilezza e immaginazione. Perché sono queste cose che restano quando il resto cambia.

E così col passare delle pagine diventa chiaro che il romanzo non parla solo dei protagonisti. Parla di tutti noi. In fondo, anche la nostra vita ha un tempo limitato e un futuro che non possiamo davvero controllare. La vera domanda non è quanto durerà il viaggio, ma come scegliamo di riempirlo: con quali relazioni, con quali sguardi, con quanta cura per i dettagli.

Con relazioni.
Con ricordi.
Con gesti ed attenzioni.
Con la capacità di vedere la bellezza nelle piccole cose.


Perchè questo libro sarà la tua booktherapy


Ci sono libri che si leggono e libri che restano. Non lasciarmi è uno di questi. Non cerca di impressionare. Non usa colpi di scena clamorosi. La scrittura è calma, precisa, quasi sospesa. Una calma che ricorda molto la sensibilità della narrativa giapponese. Eppure, pagina dopo pagina, qualcosa si muove dentro. Il libro entra lentamente nelle pieghe delle emozioni. Ti costringe a guardare da vicino temi profondi: il tempo che passa, la memoria, il valore delle relazioni, il bisogno di lasciare una traccia. Alla fine non resta tanto la trama, quanto una domanda che continua a tornare:

che cosa dà davvero senso alla nostra vita?


Non può mancare nella tua libreria se…


  • ami le distopie delicate, più emotive che spettacolari
  • ti piacciono i romanzi ucronici, che immaginano realtà alternative ma maledettamente vicine.
  • Credi che leggere sia un atto di introspezione.
  • Ti incanta la scrittura di Ishiguro: così calma, precisa, quasi impalpabile.

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