Ci sono giorni belli, leggeri come la pioggia quasi inconsistente che si confonde con la nebbia, che profumano di erba bagnata e di caldarroste. Questo è l’autunno che mi porto dentro e che mi dona benessere senza pretendere nulla in cambio. Però ci sono anche giorni così così, pesanti come macigni sulle mie paure. La stagione che più amo porta con sè tutta una serie di ansie nuove. Ed io, che ho sempre respirato calma a pieni polmoni dalla fine dell’estate, mi ritrovo ancora una volta spaesata. Torna l’influenza, i raffreddori continui e la febbre che non sai più interpretare. I bimbi che vanno a scuola e che cercano di riprendersi la loro vita sospesa, ed io che temo l’impossibilità di controllo. Capita così, un giorno ti svegli e la tue ansie mettono a disagio (perchè i negazionisti piacciono a nessuno, nessuno che sia mediamente radical chic, ma tu anche dai un po’ fastidio). Dovresti essere sempre imperscrutabile, non rompere troppo, raccogliere fiori e fregartene del mondo. Amo l’Autunno, ma non so quanto sono pronta ad attraversarlo. Di andare in letargo fino alla prossima Primavera non se ne parla vero?

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