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18 ANNI E NON SENTIRLI (MA FARLI SENTIRE ECCOME)

So già che stai storcendo il naso — o forse no, perché probabilmente neppure lo leggerai, questo post.
So già che, anche senza arrivare in fondo, sei entrata in modalità vergogna cosmica, per questa mamma che riesce a fare cose così imbarazzanti che, a confronto, la ghirlanda di palloncini (quella che avevi bocciato con fermezza) sarebbe quasi sembrata accettabile.
Lo so: ti infastidiscono i discorsi lunghi, i ricordi troppo dolci e le frasi da bigliettino.
“Io manco li volevo fare, questi diciotto”, dirai.
Ma — spoiler — arrivano lo stesso.

Diciotto anni di battibecchi, risposte secche, entusiasmi improvvisi e cambi d’umore da manuale. Diciotto anni di “lasciami stare” seguiti da “mamma, vieni qui”. Di ultima parola sempre e comunque tua, perché l’attitudine al comando non ti manca di certo.
Diciotto anni di te, che sembri sempre pronta a scappare e invece resti — un po’ di traverso, ma resti. Che rifuggi baci e affetto, ma poi basta uno sguardo e scoppia la risata.
Hai un modo tutto tuo di stare al mondo, in questo universo così faticoso e greve. Da domani — spoiler numero due — cambierà ben poco: firmerai qualche autorizzazione da sola e continuerai a darci ordini come se non ci fosse un domani.
Continuerai a essere lamentosa, scontrosa e ruvida, proprio come negli ultimi diciotto anni — ma con quel carattere forte e fragile insieme che, in fondo, è la cosa più vera e bella di te.

Auguri Princi. Goditi pure il fastidio dei festeggiamenti: la sveglia alle 6:30, le candele spaiate e la torta Sacher di prima mattina sono solo il preludio di tutto ciò che verrà (e non è detto che io riesca davvero a resistere alla ghirlanda di palloncini).

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